Relazione: La Terapia Centrata sul Clieante – Carl Rogers

La decisione di fare la relazione del presente testo proprio in questo periodo, è mossa, dal fatto che circa un mese e mezzo fa, ho iniziato un’attività d tirocinio presso l’Asilo Nido Hakuna Matata di Roma Concadoro. Il metodo utilizzato in questo nido è proprio l’approccio centrato sul bambino. Approccio che si fonda, sul potenziamento delle risorse e delle emozioni del bambino da 1 a 3 anni, così da portarlo consapevolmente verso l’autonomia. Iniziare dai bambini è veramente fantastico. Trovo che in questo modo crescendo saranno degli adulti autonomi e consapevoli.

Tornando al testo, di Rogers, mi porto via il modo semplice e chiaro di comunicare le sue esperienze personali, le sue ricerche ed il fatto che più volte nel corso del libro, sono ripetuti i concetti più utili ed essenziali per lui, e anche per me lettrice.

Per quanto riguarda i concetti, riporterò in questa relazione, ciò che per me è utile estrapolare dal mondo della psicologia umanistica, per così introdurlo nel percorso di counseling.

L’ approccio centrato sul cliente si basa:

  • Su quello che avviene tra cliente e operatore: un rapporto umano, basato sulla relazione tra persone. Un rapporto genuino, autentico; accettante e caloroso; un rapporto empatico. Un rapporto unico, tra esseri unici.
  • Sul processo del percorso.
  • Sulla forza di base, denominata tendenza attualizzante, che non è altro che la crescita e la modificazione della personalità del cliente. Il cliente che potrà scegliere e selezionare dalle sue esperienze più vitali ed utili, ciò che potrà servirgli come risorsa dove attingere.

Il fine dell’approccio, è permettere alla persona di camminare verso la sua propria autorealizzazione. L’ operatore dall’ altra parte, essendo anche egli Umano, acquisirà un suo stile personale, permettendosi di guidare il cliente in modo efficace.

Altri aspetti di rilievo che mi porto via:

  • Posso dire ed esprimere ciò che sento, perché negarlo? Se sono arrabbiata, lo sono.
  • Ascolto meglio l’altro se sono me stessa.
  • Se mi accetto così come sono, allora posso cambiare.
  • La mia comprensione del punto di vista dell’altro avviene sospendendo il mio giudizio, ciò permette all’ altro di cambiare. Il calore farà cadere le barriere e renderà l’atmosfera accettante.
  • Nella persona vi è una forza vitale e positiva che la guida.

 

Importante per me, le fasi del cambiamento di una persona:

  • Due persone in contatto, cliente e operatore
  • Il cliente non è consapevole, anzi in conflitto: incongruenza
  • L’ operatore è se stesso, autentico e congruente
  • L’ operatore accetta incondizionatamente il suo cliente, sospende il giudizio, dà valore all’ esistenza di fronte a lui.
  • L’ operatore prova empatia per l’esperienza e gli schemi del cliente. Dà valore.
  • C’ è rapport, c’ è alleanza operativa, c’ è fiducia tra i due esseri.

L’ operatore così è in grado di capire ed accettare i sentimenti buoni o cattivi del cliente e di conseguenza sue. Le parole sono in sintonia con quelle del cliente. Il tono di voce dell’operatore emana comprensione per quanto sta condividendo con lui il cliente. E’ più importante la relazione che si crea che dare un nome al problema. Il problema grazie alla relazione di comprensione e fiducia si risolverà, grazie al lasciar andare delle risorse del cliente che sarà motivato ad agire.

E’ di fondamentale importanza, che il cliente passi per un processo: ovvero il continum, passare dalla rigidità della sua persona e quindi dall’ inconsapevolezza, alla morbidezza e alla realizzazione della persona. La consapevolezza del sé è fondamentale. Come è fondamentale riconoscere che qualcosa è disfunzionale per la crescita, l’autorealizzazione.

MI porto via infine il poter essere ciò che veramente si è, senza compiacere gli altri e le loro aspettative. Avere la possibilità di scegliere liberamente. Questo permette di dare valore alla persona che siamo e di raggiungere l’autonomia. In questo modo vivremo la vita piena, entrando nel flusso della vita. Aprendoci così alla creatività, alla possibilità di creare e di trovare lo scopo della nostra vita, selezionando ciò che è funzionale da quello che non lo è, proprio come fa il nostro organismo. In questo modo una vita piena si aprirà a noi, esseri in evoluzione.

 

 

 

 

6 pensieri su “Relazione: La Terapia Centrata sul Clieante – Carl Rogers

  1. “Nella persona vi è una forza vitale e positiva che la guida”
    Riguardo invece al principio di piacere e a quello di morte di cui parlava Freud cosa ne pensi?
    Per quale motivo ci sono bambini depressi o che già da piccoli tentano il suicidio?
    È sempre una coseguenza dell’ambiente in cui vivono oppure di una patologia ereditata dai genitori oppure una bambino può già sentire dentro di sè qualcosa rispetto a se stesso che non è buono?
    In passato ho lavorato con bambini molto difficili, mentre studiavo arteterapia, e a volte c’erano casi in cui non si riusciva a capire se il bambino fosse legato a qualcosa di distruttivo e negativo come conseguenza di azioni di altri oppure come conseguenza fmdi qualcosa dentro di sè cresciuta in quel modo.
    Io credo che certi comportamenti si abbiano come conseguenza di qualcosa eppure Freud dice che dentro di noi c’è già l’istinto di morte, che non viene da fuori.

    Piace a 1 persona

    1. Dipende dall’ attaccamento, dalla relazione che hanno avuto con le figure che li hanno cresciuti, mamma, papà, tutori… Dipende dall’ educazione. Dall’ ambiente. Dall’ amore ricevuto. Conosci Bowlby? Te lo consiglio. 😉

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