Tutto il mondo è teatro

de-filippo-teatroPrendi degli individui, mettili insieme, e falli stare. Stare con se stessi. Falli stare attenti a loro stessi. Falli respirare. Falli entrare in con-tatto gli uni con gli altri. Scoprirai che insieme o da soli loro solleveranno il mondo.

Il teatro, cos’ è il teatro per ognuno di noi? Il teatro è tante cose. E’ la capacità di entrare in gioco con se stessi. E’ la capacità di mettersi in gioco con responsabilità. E’ la capacità di giocare creativamente come fanno i bambini.

Il teatro è lasciare andare le maschere per metterne altre. Il teatro è passare dalla realtà alla finzione e dalla finzione alla realtà. Ma cosa sono la finzione e la realtà. In fondo ogni personaggio che si interpreta comunque possiede un pezzettino di noi. Sì, comunque…

Il teatro è la depurazione, è la purificazione della nostra anima. Il teatro è riprendersi i respiri persi quando sei in apnea e non sai cosa fare, per recuperare la tua energia vitale.

Il teatro è ciò che ti permette di fare ponte tra te e gli altri. E’ uno strumento che permette l’ interdipendenza tra gli individui. Individui che poi dopo vari processi costruiscono insieme un gruppo. Un gruppo unito dove ognuno si prende la sua piccola parte, il suo pezzetto di spazio chiamato ruolo. Eh sì perché ognuno ha un ruolo. E il corpo si fa strumento. Come è strumento il suono della nostra voce. Una voce che dopo un po’ si farà sentire.

Il teatro è la volontà di lasciarsi andare. E’ umorismo tra le persone che popolano il terreno chiamato palcoscenico. Ognuno è attore e spettatore. Le parti si scambiano. Le persone cambiano. Siamo un tutt’ uno siamo un corpo unico.

Oggi il teatro per noi ha significato tutto questo. C’ è voluto un gran processo per arrivare alla vera e leggera libertà di essere e di occupare un posto, un posto nel nostro mondo. Imitarci tra noi, farci specchio gli uni nelle altre è stato parte integrante, poiché quello che penso di far vedere può essermi rimandato in maniera completamente diversa. Io mi presento in un modo secondo me “antipatico” mentre il gruppo mi rimanda una Sarah dolce e allegra… Come a dire, quante credenze limitanti e bloccanti abbiamo nella nostra mente.

Sono stata felice di aver potuto sperimentare il contatto con Gli Archetipi Vaganti/Empatici. Grazie alla Docente Claudia Frisone, ho potuto mettere in scena tutta me stessa nella mia totalità, quella interezza di una Sarah a 360 gradi. Con Tiziana ho scoperto che mi potevo lasciare trasportare. Con Mimma ho deciso che potevo prendermi la responsabilità di guidare e di farle capire dove volevo portarla, una stretta di mano per voltare a destra o a sinistra. Con Cinzia, mi sono divertita come quando ero bambina, nessuna guidava eravamo unite. Con Maria ho sentito di potermi fidare, mi accompagnava molto delicatamente, mi sentivo al sicuro.

Scegliere non è semplice per me. Ogni volta è così. Ma ogni volta è sempre meno pesante farlo. Bisogna prendersi la responsabilità di osare, di rischiare e di chiedere. Se poi ti rifiutano, pazienza. Tenterai finché finalmente arriva un sì. E di sì piano piano ne sto ricevendo.

Improvvisare, e anche qui la paura, l’ ansia da prestazione, il giudizio, l’ autogiudizio, non sono mancati. E poi, dopo la preparazione, finalmente le 3 Caravelle sono riuscite a portare in scena Lo Zio Di Giù. Storia del Sig. Giudizio, un omone brutto, cattivo, grosso, con labbra calanti e barba lunga, di un pesante assurdo. Sono stata scelta per interpretare la parte, del giudizio. Ci eravamo anche accordate su 3 punti…. Ma mentre recitavamo, io ho dimenticato…. Tuttavia non mi sono persa d’ animo. Ho utilizzato la fantasia, usando come strumento il mio corpo… Abbiamo improvvisato tutte e tre… Non parlavamo ma, mimavamo con il corpo e con suoni vocali…. Cosa più bella l’ ironia, e l’ umorismo… E’ stato divertentissimo.

Il teatro è proprio il caso di dirlo, è un processo. Un processo che ti apre le porte di un mondo magico, fiabesco, dove la realtà si mescola all’ immaginazione. dove ogni cosa, ogni persona, passa da riti personali a riti collettivi. Riti di passaggio che portano alla consapevolezza di sé, rendendo ogni individuo responsabile. Il teatro è maestro di vita che porta ognuno a sperimentare il proprio cammino, forse spirituale, forse profondo. Sta a noi capirlo, sta a noi sentirlo!.

Il teatro è un mondo dove va posato il nostro sguardo. Il teatro va visto, va vissuto!

“Il teatro non è solo uno spazio concreto, ma anche un posto dove sognare insieme; non solo un edificio ma uno spazio che appartiene al tempo stesso alla collettività e all’immaginazione. Il teatro ci offre una cornice sicura, entro la quale esplorare estremi pericolosi, nel conforto della fantasia e nella rassicurazione che ci da il gruppo.
Noi recitiamo ed assistiamo agli spettacoli teatrali per comunicare con noi stessi, come quando dormiamo; il teatro non potrà morire prima che l’ultimo sogno sarà stato sognato.”
Declan Donnellan
(The actor and the target)

2 pensieri su “Tutto il mondo è teatro

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