Essere chi veramente si è…

Essere veramente ciò che si è… scriveva Carl Rogers.

Io dico, quanta responsabilità per farlo. Nei confronti di noi stessi e dell’ Altro.

So bene di cosa parlo perché ho attraversato abbastanza, gli stadi di cui parla né La terapia Centrata sul Cliente. 7 mi sembra. 7 Stadi che vanno dalla rigidità alla fluidità della persona, passando per varie fasi. Diciamo che la modifica della personalità non è cosa semplice, poiché implica un grande investimento emotivo e soprattutto, implica l’ avere una forte consapevolezza, che qualcosa non funzioni più e che forse qualcosa c’è da fare.

Chi mi conosce da molto tempo lo sta vedendo il mio cambiamento. I miei passaggi, le mie fasi. Ovvero il fatto che sono più flessibile, che sorrido di più, che dico. Soprattutto questo, oggi io esplicito più, sempre rimanendo costruttiva e attenta a non ferire il prossimo. Che poi se lo ferisco, è perché a qualcosa di suo mi sono agganciata. E’ un’ opportunità questa, a mio avviso, di crescita e di confronto.

Mi piace pensare che avere più punti di vista, più prospettive possa guidarci a scoprire molte più cose. Se la vita è esperienza, allora è semplice, bisogna viverla. Ecco, un’ altra parola chiave in tutto questo: bisogno. I nostri bisogni impariamo ad ascoltarli. Come è necessario esplorare le nostre emozioni. Cosa mi succede quando ho fame? Cosa mi succede quando vorrei uscire la sera e non me lo permettono? Mi permetto di tirar fuori la mia rabbia? Mi consento di dire una cosa ad una persona anche se le farà poco piacere? O reprimo e subisco?

Credo che in tutto questo un po’ bisogna rischiarsela. Avere coraggio e guardarsi allo specchio. Avere il coraggio di dire, per non subire o accondiscendere, sempre solo per avere come scopo farsi accettare. Essere visti. Credo e lo so, che a lungo andare tale strategia e copione di vita, non è più efficace ad un certo punto. Bisogna sperimentare.

Sono cambiata è vero, da un certo punto di vista. Dall’ altro, sono tornata a me stessa a quella che veramente sono. Soprattutto se mi chiedi come sto e io ti risponderò; Sono confusa, non rimanerci male se puoi. Me lo hai chiesto tu di dirtelo. Ed io semplicemente, ho risposto alla tua curiosità. Che ne pensi?

Un abbraccio.

 

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