Una Base Sicura – John Bowlby – Relazione

Un testo, una sintesi, una documentazione, sulla teoria dell’attaccamento, portata avanti dall’ autore e psicanalista britannico, John Bowlby. Egli si è avvalso oltre che delle sue, delle ricerche portate avanti da altri, come ed esempio la sua allieva Mary Ainsworth e la psicanalista Melanie Klein. L’ approccio dell’autore si basa sull’ etologia (comportamento animale come esempio di autore, Konrad), la psicologia clinica (relazioni tra gli individui) e la psicanalisi Freudiana.

Tutte le coppie vorrebbero avere e crescere, dei bambini sani, fiduciosi di sé e sereni. Purtroppo per chi non riesce, emergono frustrazione, angoscia e senso di colpa. Crescere un bambino, è impegnativo, richiede tempo e attenzioni, soprattutto nella prima fase dell’infanzia. Lo stato emotivo è presupposto fondamentale per avere un buon comportamento di attaccamento. Se la relazione madre-bambino è buona, c’ è gioia, e senso di sicurezza. Se la relazione è minacciata c’è gelosia, frustrazione e rabbia.

Mi permetto di aggiungere che, l’autore tratterà la teoria dell’attaccamento facendo riferimento e basandosi soprattutto sulla figura di madre e su quella del bambino.

Così, il modello di attaccamento che ogni individuo ha strutturato, dipende dal’ esperienza che ha avuto nella sua famiglia di origine, che sia biologica o meno.

Una madre sufficientemente buona, è sensibile ed è una grande osservatrice dei segnali del bambino. Lei risponde attenta alle necessità del cucciolo di uomo, che da solo non sopravvivrebbe. Infatti il bambino cresce sicuro e fiducioso, piange di meno, come osserva la Ainsworth.

I genitori (madre, padre o figure di riferimento), sono la base sicura del bambino. Il bambino incoraggiato ad allontanarsi e ad esplorare, quando vorrà, saprà dove tornare. Intanto avrà fatto esperienza.

Va detto che una madre sufficientemente buona e sensibile, lo è se anche lei ha avuto un’infanzia serena, nella sua famiglia di origine. Sì, perché ne verrà influenzata quando a sua volta diventerà madre. Ricordiamoci, anche lei è stata bambina cresciuta in un ambiente. Una bambina desiderosa di amore, di calore e di comprensione più che di cibo (esperimento di Harlow con le scimmiette e le scimmie di latta). Come a dire, che crescere un figlio non è solo una questione di nutrimento.

Oltre alle attenzioni, il concetto di separazione e di perdita, prende molto spazio in questo testo. Se cresciuti senza attenzioni in questo senso, ovvero con minacce di abbandono o di sparizione, il bambino crescerà angosciato e sempre timoroso di questa minaccia imminente, da parte delle figure di accudimento.

Come accennato più su, lo stato emotivo e l’atmosfera in un nucleo famigliare, sono di fondamentale rilevanza. Se in una famiglia si è sperimentato violenza sia verbale che fisica, è probabile che ci siano ripercussioni future. Se in quel nucleo si sperimenta perdita o separazione, l’emozione rilevante sarà, la rabbia, la collera.

Se in una famiglia il bambino o la bambina hanno subito rifiuto o minaccia di violenza essi cresceranno con paura, angoscia e il timore di non essere amati per quello che sono.

La mancanza di cure e di amore o la collera vissute nell’ infanzia, si ripercuoteranno in età adulta se non reindirizzate magari, da un professionista della relazione di aiuto.

E’ necessario precisare che la teoria dell’attaccamento è la propensione a stringere relazioni emotive ed intime con altri individui, per cui non solo con le figure di accudimento. I legami crescendo, non saranno solo con i genitori quindi.

Specchietto: Stili di attaccamento (spunto strange situation della Ainsworth):

Sicuro: il bambino si auto-placa da solo, non ha bisogno di terapeuti o operatori. La madre è prevedibile e contenente. C’ è, è accessibile. Sguardi intimi con il bambino. Scambi di sorrisi e sguardi. Grazie alla forte complicità da bambino con la madre, da adulto avrà una buone relazione di coppia. Forti scambi intimi. I sicuri si fidano dell’altro e di se stessi. Modello operativo interno (filtro, come vedo il mondo): io sono una persona amabile. Ovunque andrò sarò amato.

Insicuro; evitante: sono i bambini animici, senza emozioni. I giochi erano oggetti. Madre che va e che torna, nessuna reazione. Modello operativo interno: Io non sono accettato, dunque io e non noi (coppia).

 Insicuro ambivalente resistente: Il bambino va e viene dai giocattoli. Teneva d’ occhio la madre per capire se poteva allontanarsi. Il bambino tirava e abbracciava la madre. Il bambino adulto vivrà nel dubbio dell’essere amato o no. Modello operativo interno: non so se sono amabile, non so cosa fare per esserlo.

Disorganizzato/disorientato: La madre distaccata, bambini spaventati. Pianti disperati all’ asilo. Non sapevano chi erano. Condotte autolesive. Al ritorno della madre cambiavano strada. Tutto potevano accettare tranne la paura di abbandono. Madre è pericolo, base sicura pericolo. Modello operativo interno: l’altro è pericolo, quindi lo devo eliminare. E’ il più presente oggi in Società.

 Bowlbyy e la strange situation: Attraverso la metodologia della strange situation, Mary Ainsworth voleva valutare il tipo di attaccamento che esiste tra la mamma e il suo bambino in varie circostanze emotive. Il campione su cui veniva sperimentata la procedura era composto da bimbi di circa un anno in un tempo di 20 minuti

 All’età di 1 anno e mezzo già si struttura la personalità di eventuali problematiche.

 E’ necessario investire emozione, responsabilità e consapevolezza nella relazione con noi stessi e poi con l’altro, da adulti.

Dopo aver delineato la teoria di Bolwby, come artcounselor desidero portarmi via questi 4 spunti sui compiti terapeutici.

  1. Fornire alla persona, una base sicura, dalla quale partire per esplorare. L’ operatore si impegna ad un’alleanza, empatica comprensiva ed affidabile, di esperienze dolorose e della rabbia che ne può derivare.
  2. Incoraggiare la persona ad esplorare e fargli osservare come intreccia le relazioni con altre persone significative per lei.
  3. Osservare la relazione terapeuta/operatore-persona
  4. Osservare chi è che indica o parla di doveri (introiettati) nella testa della persona.

Un testo a mio avviso molto attuale che consente di consapevolizzare quante mancanze ci sono nell’ educazione di un bambino e nella consapevolezza delle azioni della madre, del padre e delle figure di accudimento, care giver.

 

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