Il mio pezzo di cielo in una spirale

Manipura
Manipura

Chi sono io, ad oggi non è ancora definito. Chi sono io ad oggi non lo so. Cosa sto facendo in questo periodo della mia vita e sicuramente dal 2009, è cercare chi sono, o chi ero quando ancora non ero stata influenzata dai condizionamenti e dalle regole esterne.

Quando ero piccola e almeno fino ai miei 5 anni, ero felice, dispettosa, scherzosa, gioiosa e spensierata. Poi, qualcosa in me si è spezzato. Qualcosa in me è andato in frantumi. Probabilmente quando ho cominciato a capire che forse erano gli altri a definirmi. Eh sì perché quando non ti esprimi bene o non sei ancora del tutto consapevole, ti affidi all’ Altro, all’ immagine che ha di te. E quella immagine poi diventa la tua.

Quando cresci e sei adolescente e per forza di cose, ribelle, libero, fai di testa tua, non vuoi nessuna costrizione. Allo stesso tempo però, ti adegui, ti fai compiacente, ti rendi disponibile più del solito, perché vuoi essere visto, vuoi essere riconosciuto.

Quando cresci ancora un po’ e diventi adulta, ti dimentichi piano piano della tua parte bambina, della tua parte adolescente. E cominci a levare, a togliere, a mascherare. Cominci a non essere più.

Almeno spesso funziona così. Tuttavia in alcuni sprazzi della mia vita e ancora oggi, quando mi permetto di essere me stessa veramente, so essere allegra, dispettosa, leggera. Quelle qualità di una bambina spensierata di 5 anni. Quando voglio, mi impunto, mi ribello e mi dirigo verso strade diverse e meno frequentate. Come l’ adolescente, quando non vuole sentire ragione.

Quando con il passare degli anni capisci che tutte queste fasi sono servite, ti rendi conto che sei ogni piccola parte di quelle fasi. eh sì non hanno tempo quelle fasi. Noi siamo sempre bambini, adolescenti e adulti, in molti e vari periodi della nostra vita. Noi siamo tutto questo anche in una sola giornata. Ci arrabbiamo come bambini, quando siamo stanchi, quando non ci danno quello che volevamo. Siamo tristi come adolescenti quando ci privano della nostra libertà. Siamo disposti a tutto quando vogliamo fortemente conquistare qualcuno o qualcosa, come alcuni adulti. Siamo tutto questo, basta saperlo accogliere.

Se accogli tutte le parti di te, se ne vedi pregi e difetti, qualità e non, capirai di te molte cose. Per esempio capirai chi parla, quando piangi, chi parla quando sei in collera. Siamo fatti di tanti pezzetti. E questi pezzetti se ben incasellati tra loro, ti potranno portare al pezzetto di cielo tanto desiderato (il tuo vero sé).

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C’ è un fuoco che arde in ognuno di noi. Esso ha il potere di bruciare, di bruciarti. Ha il potere di scaldarti. Ha il potere di bruciare ed incenerire tutto quello che non vuoi più per poi permetterti di rinascere. Rinascere come una fenice. Il fuoco è agire, il fuoco è partire, fare, il fuoco è motore.

Quando sei in confusione e non sai che fare è bene porsi in silenzio e ascoltare il fuoco interiore. Puoi farlo respirando. Respira ascoltando come lo fai. Sblocca il diaframma, e sbloccherai l’ energia. l’ energia del fare. Sarà liberatorio, tutto sarà più scorrevole.

L’ autoaffermazione, l’ autofiducia, è un processo, è un lavoro su di sé. Un lavoro dove è necessario scavare. Scavare fino in fondo, per poi riemergere.

L’ ego è una parte fondamentale dell’ autoaffermazione, è colui che sa cosa vuoi. E’ colui che ti permette di agire, di sopravvivere. Chiaro è, che come ogni cosa va dosato con moderazione, altrimenti ti schiaccia, e non respiri più, sei in apnea.

Quando ti senti inadeguato, quando provi dolore, quando sei arrabbiato. Dai ascolto al tuo fuoco interiore, respira, e alimenta la tua volontà di agire. Poi danza come non mai. Fallo, sì fallo. Perché puoi, puoi con autofiducia, tu puoi. E quanta energia di luce emergerà…

Ti voglio bene!

Lei sapeva che poteva correre. Lei sapeva che poteva andare lontano. Lei sapeva che tante strade ancora la aspettavano. Strade che come spirali non l’ avrebbero portata più nello stesso posto. Il potere era nelle sue mani(pura): il fuoco dell’ autofiducia. Tutto era in divenire. Era alle prese con un viaggio creativo. Lei era semplicemente in cammino.

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