Il ciclo della vita – Una base sicura in costruzione

base-sicuraChe la vita ti porti dove dice lei oramai lo abbiamo appurato. Io l’ ho appurato. Certo perché oramai sappiamo e quindi so, che le anime scendono sulla terra per sperimentare. Puoi crederci o meno, trova allora tu stesso il senso che vuoi dare alla tua di vita.

Per quanto riguarda la mia, so che non mi sono mai accontentata di vivere e basta. O forse dovrei dire di esistere, eh sì perché alcuni esistono e basta. Non sanno perché respirano. Non sanno che hanno i respiri contati. Non ricordano che il primo battito vero, oltre il ventre materno è stato un piccolo e semplice respiro. Poi solo poi, scopriranno che se ne andranno con un’ ultima ma non meno importante esalazione.

Sono una neonata di appena tre giorni. Sono avvolta da un lenzuolo bianco, in una culla bianca. Un raggio di luce dalla finestra di mamma e papà mi scalda. Attendo fiduciosa, la mia pappa. Mamma non si è mai persa un appuntamento con me, non piangerò, per chiedere quanto mi spetta, lei lo sa.

Sono una bimba di 4 anni sono all’ asilo con altri compagni. Gioco da sola, mi diverto, rido forte. Sto mettendo in ordine dei cubi colorati. Capisco cosa fare, sono felice. Un altro bimbo si unisce a me. Gli piace il mio gioco che giochiamo insieme.

Sono una ragazzina di nove anni. Mi trovo in classe con altri compagni. Ho paura, mi manca qualcosa. E adesso come faccio a dire alla maestra che non ho capito perché non vedo bene alla lavagna. Lei lo sa che ho questo problema, ma lei si dimentica, non mi ascolta, non vede che mi viene da piangere. Mi sento persa, non so come fare.

Sono maggiorenne, ho 18 anni, sono in gita scolastica. Stiamo andando in montagna. Uno chalet sulla neve per tutti. Il pullman va, io parlo con la mia vicina di viaggio, lei mi ascolta, mi capisce, stiamo bene insieme. Mi distrae dalle mie paure sul liceo, è gentile con me. Mi presterà il quaderno per copiare gli appunti. Lei sa che ho un problema di vista. E’ bello confidare il proprio non agio a qualcuno.

Sono una donna. Ho cinquant’anni, mi trovo al parco. Sono seduta con lui su una panchina. Scrivo su un quaderno i miei pensieri, mentre lui mi abbraccia. Come la prima volta. Siamo uniti. Siamo complici, è bello confidarlo alla natura. Mi sento in armonia. Mentre i bambini giocano spensierati.

Sono una nonna di 75 anni, sono serena. Ancora insegno ai bambini a colorare. Ancora dico loro giocate, ridete, divertitevi… Mi sento bene con loro.

E poi un giorno all’ improvviso, il corpo ha deciso di lasciarmi. Sono volata su. La mia anima vola qua e là non ha ancora terminato la sua missione. Mi trovo in un parco immerso nel verde con tanti alberi. Le mie ceneri giacciono in un’ urna. Su questa urna, è incisa una parola. Solo quella poteva esserci: Creatività. Sono in pace.

Il ciclo della vita comprende molte fasi. Abbiamo il dovere di rispettarle. Abbiamo il potere e la facoltà di riviverle. Riviverle sapendo che non sono mai le stesse. Possiamo accoglierle, comprenderle, contenerle e farne consapevolezza. E’ fondamentale sapere che ognuno di noi ha delle parti fragili da sostenere. Accompagnamole, e poi lasciamole andare. L’ autonomia è il più gran regalo che ognuno di noi possa fare a se stesso.

Ho faticato tanto. Mi sono sacrificata molto. Ho investito e sto investendo parecchio. Voglio mettermi in gioco. Posso dare un senso alla mia vita. poiché credo che la responsabilità sia fondamentalmente saper osare. E questo cari lettori non lo si impara sui manuali. La base sicura si può costruire quando impari a capire che la vita ti invia tutti gli strumenti necessari. Sta a te saper riconoscere cosa farci.

C’ è un tempo per ogni cosa… E tu a che punto della tua vita ti trovi?

 

3 pensieri su “Il ciclo della vita – Una base sicura in costruzione

  1. Mi trovo in un tempo difficile. Ho capito cose che dovevo capire. Ho capito le mie emozioni. Capirle e’ gia’ qualcosa, forse. Oggi ho partecipato ad un open day dell’aspic, ho capito che non e’ la mia strada. La mia strada sono Io. Un caro saluto.

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