Ri-prendersi lo spazio!

E piano piano tra intimità e perdono mi riprendo il mio spazio.

Spazio come quel momento che mi prendo per esprimere la mia opinione, la mia impressione, la mia intuizione.

Spazio come il mio corpo, che si raccoglie e poi si espande.

Spazio, come il cielo infinito che ingloba il mare immenso.

Mi riprendo come un dono per me stessa, la mia intimità, il mio segreto, la mia piccola cicatrice. MI metto a nudo, sono autentica. Come è autentica la mia lacrima che scivola sulla mia guancia, quando mi sento abbandonata, quando mi sento rifiutata o lasciata, senza aver ricevuto il saluto, un gesto affettuoso.

E’ così, è sempre stato così e sempre lo sarà. Solo che oggi sono consapevole del mio sentire. Sono più consapevole del mio essere. So a quali risorse attingere. So che forse qualcuno un fazzoletto e un abbraccio me lo darà.

Così riesco a sorridere. Riesco ad abbracciarmi. Riesco a guardarmi negli occhi e a vedere che ci sono. Mi vedo. Oh sì, mi vedo. Tra il bianco e il nero della mia interiorità. Non è semplice quando accade, il mio corpo tremola. Il mio corpo freme, le emozioni sono tante. Le sento, sono in azione. Passerà, le cullerò, mi cullerò…. Ce la farò.

Ebbene sì, nella formazione per diventare counselor succede anche questo, lo svelamento, l’ autoreferenza. Succede che esplori le dinamiche, di gruppo ed individuali. Succede che affronti cose che accadono in aula e non. Succede che fai esperienza, che evolvi, che sei. E soprattutto che fai per essere. La relazione si crea in questo modo, sperimentandola innanzitutto con te stessa, altrimenti che forma-azione stai facendo? Infondo nella formazione, si nascondono 2 vocaboli, forma e azione. Che ne pensate?

Che bello giocare con le parole…. Per esempio penso a: Gin~occhio o ginocchio. Completa ~mente o completamente. Separ~azione o separa~zione o separazione. Pro ~muovere o promuovere. Che ne pensi? Con le parole si può giocare.. ?🎈

Il gioco è fonda.entale per avvicinarsi al mondo degli adulti. Le fasi, i processi, sono fondamentali. Ognuno il suo tempo a scelta, il Chronos, il Kairos.

Il ccouselor prima di facilitare il suo cliente ha il dovere morale di mettersi in gioco prima lui. Ha il dovere morale di fare pulizia dentro di sé, quanto più possibile, per offrire una base sicura più leale e coerente possibile. Il counselor è un essere umano e come tale è tenuto ad allenare le sue competenze, se sbaglia si corregge. Se cade si rialza.

Un counselor è tenuto a navigare molti mari, molti oceani. E’ tenuto ad attraversare tempeste e cieli sereni. Il counselor è prima marinaio, poi timoniere. Una base sicura, un porto prima di essere sicuri, si esplorano. In questo modo l’ autonomia, non sarà solo un miraggio, una meta lontana.

E mi riprendo il mio spazio. Ricomincio un nuovo giro di boa. Sono pronta a salpare nuovamente. Sono pronta ad insegnare a chi lo vorrà a pescare.

Un abbraccio.

 

 

2 pensieri su “Ri-prendersi lo spazio!

  1. Mi piace sentire..mi piace capire! Mi piace leggere..leggere tra le righe..leggere tra le parole… E leggendo questa sera il tuo post avverto (per la prima volta) cara Sarah un evidente senso di dolore, un inequivocabile senso di malinconia…
    Naturalmente spero di sbagliarmi…😒
    Buona notte 🎈❤️

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