Disabilità in normo-dotazione

La disabilità è un tema che non ho mai trattato veramente, poiché è probabile che non l’ avessi mai accettata e accolta completamente, prima di tutto io.

Così oggi, ho deciso di parlarne nel mio blog. Sono venuta a contatto con il mondo reale della disabilità in questi giorni. In questi giorni che ho potuto vedere e visitare un luogo dove si svolgerà un progetto. Ho potuto inoltre discutere con chi se ne occuperà.

Della disabilità non ne ho mai veramente assaporato il profumo, perché io stessa spesso, anzi sempre, sono stata e sono molto più a contatto con i cosiddetti normodotati. Io ho un problema sensoriale dalla nascita, un problema di vista che mi porta a vedere non più di 1/10. Sono autonoma, svolgo tutto quello che serve per vivere una vita normale. Insomma mi sento e probabilmente sono normale, o normodotata. Così mi piace pensare che sono un ibrido, tra la normodotazione e la disabilità. Un macello! 😉

Fondamentalmente quello che mi ha colpito sin dalla mia infanzia sono state le etichette e le definizioni, che mi hanno affibbiato: ipovedente, perché guardi così? Sguardo di Venere, perché leggi da vicino? Soffri di strabismo? Ma tu ci vedi o non ci vedi? Cieca parziale… E chi più ne ha più ne metta. In effetti se mi si incontra, non si capisce che ho una problematica importante. Magari si potrà notare una sorta di goffaggine nei miei modi, insomma si nota poco la mia difficoltà!!!

Sono stata educata dai miei genitori in maniera che io potessi vivere la vita, come tutti. Cosa voglia dire come tutti, rimane un enigma.. 😉

Per farla breve è vero so fare bene o male quello che fanno tutti, questo contava, questo conta.

Venire a contatto con la disabilità (down, postcomatosi), mi ha fatto consapevolizzare che io sia una persona che possiede la qualità di riuscire a stare con un piede in 2 staffe. Eh sì, sono l’ eccezione. Posso capire entrambe le etichette. Una competenza a dir poco meravigliosa! E’ qualcosa che ben pochi potranno comprendere. E’ qualcosa che ben pochi potranno sentire.

Così da artcounselor in formazione, sto consapevolizzando che il mio stile con i clienti, verterà sul sentire, sul sensoriale, sugli occhi. Il mio stile verterà nell’ aiutare a vedere oltre la dis-abilità momentanea o prolungata, dell’ individuo che si interfaccerà con me. Poiché parliamoci, chiaro, se dis-abile sta all’ essere abile in maniera diversa, allora ogni normodotato può nella sua impasse, sperimentare questa modalità.

Il mio stile gioverà del fatto di aver frequentato molto più normodotati che disabili, per alcuni versi. Mi sono adattata al loro modo di vivere. Tuttavia chiederei loro di provare ad adattarsi almeno un periodo di tempo a come vive un dis-abile. Come vivrebbe se ogni volta che attraversa la strada è bloccato da una macchina parcheggiata sulle strisce pedonali. Gli chiederei di salire i gradini, mentre siede su una sedia a rotelle. Gli farei provare l’ ebrezza dell’ equilibrio mentre tenta di sedersi sull’ autobus e il posto per ciechi è occupato… Lo benderei…

Vedete perché ritengo di essere fortunata? Perché saprò accompagnare nel proprio cammino chiunque appartenesse a queste due etichette. Ci soo sempre le due facce di una stessa medaglia. Basta saper vedere. Come dire… gli occhi sono lo specchio dell’ anima. Benissimo, la mia anima è una girandola in movimento, sempre in cerca di nuove esperienze, di nuove emozioni. Per questo possiedo occhi che sognano, quando non vedono. Tuttavia, non amo i limiti e l’ invasione. Non amo essere soffocata dagli insistenti! 😉

Per finire, diciamocelo chiaramente, le parole sono simboli, convenzioni. Il senso lasciatemelo trovare insieme al mio cliente! 😉

Sarah – Artcounselor in formazione. Sto progettando un laboratorio sensoriale da sperimentare con chi vorrà, in gruppo o in individuale:

In che senso? 6 tappe = 5 sensi + 1. Ti darò: ascolto, comprensione e presenza!

Disabili, non solo dei numeri per fare numero…

 

6 pensieri su “Disabilità in normo-dotazione

  1. Credo di comprendere bene quello che intendi…sia rivolto a te che alla dis-abiltà in generale.
    Per quanto ti riguarda, cara Sarah, ritengo che al di là del solo 1/10 della tua capacità visiva tu vuoi, sai e riesci a saper guardare ben più lontano di quanti potrebbero vantarsi del loro 10/10. Perché a te non servono gli occhi per sentire e capire le persone….hai degli strumenti ben più profondi e sensibili…

    Personalmente mi metto davanti all’universo delle varie dis-abilità nella posizione di colui che ha voglia di metterci del suo. In termini di attenzione e consapevolezza, in termini di disponibilità e volontariato. In termini di fattiva partecipazione alla realizzazione del progetto, di cui ben sai.

    Per quanto riguarda la tua proposta mi rendo disponibile a partecipare al laboratorio sensoriale. Mi fido e te lo dimostro! 😉

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    1. Diciamo che quando sarà pronto, lo si potrà sperimentare anche con chi vorrà unirsi. Più rimandi avrò più potrò relazionare la cosa per formalizzarla, in termini di ore di tirocinio. Grazie per la fiducia. 😉

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