Il senso

Il senso, ogni volta nelle mie esperienze ho cercato di dare un senso. A volte non lo trovo, quando lo cerco, poi, quando non ci penso, beh arriva.

Per me la vita è esperienza, ed è preziosa per questo. Mi piace l’ idea che noi esseri umani siamo qui per sperimentare e per imparare. Quante cose ci sono da imparare…

Così mi diletto ad osservare. Mi diletto a fare. Mi diletto a provare. E’ bellissimo quando le persone mi guardano interdette, non capiscono e neanche mi chiedono. Mi guardano interdette. E che devo dire loro… guardatemi, interdetti… Io sto cercando di dare un senso… Se sono serena forse è proprio per questo. A volte pensate, riesco a dare un senso anche quando apparentemente non ce n’ è.

Domenica scorsa ho sperimentato una bellissima emozione. Un bambino che vedendomi sorridergli alla sua altezza, mi ha abbracciato. E’ corso verso di me  e mi ha abbracciato. E stato così per qualche minuto. E’ fantastico vedere la spontaneità dei bambini nel Qui e Ora. Tutti in piedi, gli adulti, mentre lui ed io, no. Eravamo grandi insieme. Eravamo piccoli nella nostra ingenuità.

E poi penso che il senso, è anche non aver un progetto preciso, definito. Il senso è costruire un progetto strada facendo. Il non progetto ha senso! 😉

Forse leggendomi, qualcuno sorriderà. Qualcun altro si stancherà e non leggerà fino infondo. O forse qualcuno leggendomi apprezzerà quanto sto svelandovi.

Mi piace dare senso.  Mi piace.

Io sono come i bambini, gioco e sperimento.

Andare a prendere un bambino seduto all’ angolo, è andare a prendere se stessi! (2 chiacchere con Alessandro T.)

4 pensieri su “Il senso

  1. Buongiorno Sarah,
    dopo aver letto vorrei che ora fosse il bambino che è in me a parlare. Ed è un bambino che ha faticato non poco a rimanere tale. Un bambino che riesce ancora a vivere quel senso di piacevole meraviglia che spesso possiamo trovare su i volti dei nostri figli, dei nipoti, di tutti quei marmocchi che incrociamo nel corso delle nostre giornate.
    Questo è il senso che, incurante dei commenti dei così detti Adulti, mi sforzo di vivere nel quotidiano: lasciare spazio vitale al Gianfranchino che è in me. Sperando che possa e sappia incontrare altri suoi omologhi.
    Ho imparato infatti che quando mi imbatto con persone che ritengo speciali ciò accade sempre quando anche loro, interiormente lasciano spazio al loro Io bambino.
    Continua sempre così, Sarah: grazie 🙂

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