Eccomi, ci sono anch’ io!

comunicazioneSpesso accade che le persone si presentino a me, come persone che sanno fare, che hanno questo o quest altro ruolo. Spesso accade che io le ascolti e che dentro al caos creativo della somma dei miei pensieri, si nasconda la domanda, sì ok, ma io vorrei sapere tu, chi sei?

Spesso accade che io questa domanda poi non la ponga. Anzi no, accade che io questa domanda non la ponga più. Resto in silenzio, ascolto in silenzio. E taccio. Non ho parole, o forse non le voglio far uscire… Il silenzio per me è simbolo di riflessione. E’ sintomo di metabolizzazione delle informazioni. E poi chi lo sa magari le storie del passato hanno influenzato il mio presente. Il silenzio per me, non è fregarmene, il silenzio per me è riposo, recupero delle mie energie.

Sono sì, una persona taciturna, magari che sta anche sulle sue. Improvvisamente, quando poi ha voglia di fare, si butta a capofitto e parla, parla, parla… Sembro proprio un fiume in piena.

La paura, la timidezza, il timore, la troppa educazione, mi hanno resa come sono. Avrà inciso la mia famiglia, la vita, i contesti. Avrà inciso la scuola. Quando non sei vista dai maestri  dagli insegnanti, e dai compagni, nelle tue difficoltà, dopo aver tentato in tutti modi, e con le strategie che una bambina piccola può attuare, allora scegli di zittirti. Sei stanca. Sei stanca e ti spegni.

I miei genitori, hanno sempre trasmesso a noi figli i valori, hanno sempre voluto il nostro bene. Hanno sempre cercato di proteggerci in casa, dicendoci comunque, che là fuori il mondo non è un luogo protetto. E allora hanno fatto ciò che potevano, con gli strumenti che avevano. Mi hanno accompagnata ad affrontare il mondo come potevano.

Oggi so che mi trovo sulla strada giusta. So che le storie del passato mi stanno regalando un gran presente. Sono fragile in alcune situazioni. La fragilità è preziosa, mi rende consapevole che sono in grado di prendermi cura di me. L’ autofiducia è un gran balsamo da porre sul cuore.

Oggi ho gli strumenti. Oggi conosco le mie emozioni. Capisco cosa voglio farne. So come scaricarle dopo averle accolte ed esserci stata. Oggi so che ci sono soprattutto per me.

Esserci, significa esserci per se stessi prima di tutto. E non è egoismo. Non è fregarsene del prossimo. E’ semplicemente dire: “Hey, ascolta, no questa cosa io non sento di poterla fare oggi. Non è il momento, scusami.” Perché dire veramente basta è un diritto di tutti. Un diritto che va coltivato e curato ogni giorno..

Io mi distacco da te, per far rinascere me. Solo allora potremo rincontrarci sul nostro cammino serenamente.

Eccomi, ci sono anche io. E sono un corpo di donna che danza in armonia al ritmo delle corde di una chitarra sinuosa.

Un bacio, Sarah

 

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