Lo sapevi che: S + R = 3R ?

RulesSi chiamava Rules dall’ inglese regole. Era un uomo molto severo, dall’aria burbera. Non amava essere contradetto.

Si chiamava Sfida, dal latino fede nella propria virtù, ma anche intimare l’avversario in battaglia. Era una donna sola, severa che, amava osservare, capire e poi fare. Ma le regole oh no, non le amava poi molto.

Un giorno in uno dei miei giorni un po’ così, quando hai voglia di startene in disparte, li sentii piano piano bisbigliare, quasi litigare. Dicevano:

Rules:

Carissima Sfida, non puoi sempre fare di testa tua! Sai perfettamente che le regole vanno rispettate. Lo sai benissimo, non farmelo ripetere ancora una volta. Insomma basta!

Lei lo guardò con uno dei suoi sguardi calorosi, ma non languidi d’ amore eh no…. Il suo volto era in fiamme, in fiamme dalla rabbia!

Sfida:

E chi stabilisce, cosa sia una regola o meno? Forse tu saputone? Io non le amo, e tu questo lo sai bene, non farmelo ripetere ancora! Insomma basta!

Sfida non voleva starci alle regole, insomma erano state inventate per essere infrante no? Un po’ come il cuore quando soffre per una delusione d’ amore no?

Rules, lo sapeva che Sfida non lo avrebbe ascoltato. Era troppo ribelle, troppo attenta a credere che lei da sola ce l’ avrebbe fatta. L’ aveva vista crescere. L’ aveva vista cambiare e diventare donna, molto prima di tante altre. Infatti gli sentii dire con voce più soave e quasi paterna:

Sfida, ascolta, non sfidarmi adesso. So perfettamente che non ne hai passate di belle nella tua vita e che le regole non sempre ti hanno giovata, ma rifletti un attimo. Senza regole potresti vivere? Voglio dire che anche senza le regole, quelle valide per tutti, tu ne avresti comunque delle tue, no? Ognuno di noi vorrebbe essere libero di fare e di farlo secondo i propri Credo, ma siamo in comunità e qualcuno un po’ di ordine lo dovrà pur mettere no?

Sfida non lo sapeva se voleva ribattere o meno. Era sconsolata e triste. Lei amava andare qua e là e fare tante cose. Mettere ordine, certo che ce n’ era bisogno. Ma chi aveva il diritto di imporre delle regole per tutti? E perché tutti dovevano rispettarle? Disse con voce gentile:

Rules, io e te in fin dei conti siamo amici, ne abbiamo passate tante insieme… Io però non capisco perché esistano tanti tipi di regole e perché non ne esista di un genere solo. Io mi confondo, mi perdo così. Credo piùttosto che la regola vincente sarebbe non dare fastidio al prossimo! Un po’ come il gioco delle 3 R: Rispetto, Responsabilità e Realizzazione.

Rules, la guardo fiero:

Sono regole no?

Sfida sorrise:

Sì ma una sola e bella completa…

Li sentii ridere di cuore, avevano raggiunto un tacito e gioioso accordo. Che bello mi dissi.

E’ così sai? Quando ti metti in gioco e sfidi l’ impossibile, basta una regola, la tua, per andare dove vuoi!

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