Sul controllo e sul dovere

Molto spesso vengono visti male questi 2 termini.

Controllo, dovere, sostanzialmente sono parole. Simboli. Affinché noi sappiamo di cosa parliamo. Insomma come tante altre parole queste, sono convenzioni.

Hanno varie sfaccettature.

Il controllo, richiama la rigidità, la fissità, il giudizio, il pre-giudizio. Tuttavia è ben altro, che dite? Il controllo a me che ho una bassa qualità della vista (1/10) serve a fare attenzione un po’ più degli altri. Serve a non essere investita da macchine, biciclette, motorini, persone. Serve a concentrarmi sull’ ascolto (udito), quando non leggo da lontano, sul proiettore durante un seminario, una conferenza, una riunione. Io ascolto la voce, le parole, cerco di dare senso al contenuto. Il controllo mi aiuta a gestire il mio disorientamento quando mi perdo per strada e nei miei pensieri. Per cui sto imparando ad accettare che una buona parte di me controlla, ma controlla per aiutarsi. Quanta stanchezza la sera, quanta stanchezza emotiva. Il corpo lo sa.

E’ chiare che poi è necessario lasciar andare. Lasciarsi andare verso la flessibilità e la morbidezza. Sto imparando a conoscere anche questo lato. Questo lato lo trovo nel flusso della mia coscienza quando scrivo, quando sono spontanea e quando sono serenamente gioiosa. Voglio integrare il controllo alla flessibilità. Anche perché ci vuol un mix, un equilibrio per fare le cose in maniera sana. Soprattutto nelle relazioni, nei rapporti umani.

Il dovere, richiama il controllo, la rigidità. Richiama l’ ordine, gli ordini, l’ obbedienza. Richiama un senso di sono gentile così ottengo. Il dovere richiama l’ efficientismo, ovvero faccio bene, così non vengo punito, non mi sento in colpa e non sarò giudicato.

Insomma, entrambe i termini richiamano la fissità. In natura non esistono. Avete mai visto un albero che si impone di crescere o di fiorire? Io no. Egli segue il suo corso, il ciclo delle stagioni. Ebbene anche noi potremmo prendere esempio. Ovvero fare le cose, con piacere, con morbidezza e con amore. L’ amore non è né controllo, né dovere, né potere. L’ amore è.

Poi penso che a me il dovere fa bene ogni tanto. Fa bene quando ho un’ attività da portare avanti. Ho un progetto da consegnare. Ho un impegno da mantenere. Questo mi permette di entrare nella soddisfazione e nel piacere. Bisogna saper accettare. Bisogna integrare e trovare un equilibrio.

Feedback di alcune persone che mi dicono spontaneamente che:

Amano la mia voce, pacata e calma.

Amano il mio modo di gesticolare, quasi teatrale, quando accompagno quello che dico.

Sono spontanea e serena, catturo l’ attenzione. La mia agitazione interna non si percepisce all’ esterno.

Trasmetto affidabilità.

Così penso che sto integrando. Che sto mantenendo la promessa. Che la creatività è sbocciata, perché l’ ho liberata. Creatività intesa come iniziativa, problem solving, proattività, incontro e confronto. E poi il mio modo di scrivere piace.

E voi? Controllo o dovere? O entrambe? Eh sì eh…. Perché sono presenti più o meno in tutti. Per esempio quando siete gelosi dei vostri compagni (coppia).

Integrate, integrate, integrate. In ogni modo di essere, in ogni parola, c’ è il lato che dalla minaccia si trasforma in opportunità.

Apriamo gli occhi! Apriamo alla vita. ora, adesso.

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