La chiamavano resilienza

In questo primo week end formativo, il vocabolo che ho sentito nominare più volte, è risorse/risorsa. Un temine a me caro da sempre. Un termine che mi fa pensare ad una fonte. Una fonte di acqua, che sgorga e da dove si può attingere per dissetarsi. Mi fa pensare al sorso. Al sorso d’ acqua.

E cosa sono le qualità, le competenze, le strategie, le modalità, se non sorsi di modi personali rigeneranti, dove rifugiarsi per trovare una soluzione alle difficoltà? Per me è così.

In questo primo week end formativo, del terzo anno, ho fatto il pieno delle mie energie. Troppa motivazione? Forse. Da mettere a freno? Non penso proprio. Se questa è la fiammella, che mi porta avanti nel mio percorso, me la tengo stretta. Fa parte della mia strategia di resilienza. Io fronteggio così le apparenti difficoltà.

Fronteggio trovando un senso alle prove che la mia vita offre. Se una cosa non mi piace, guardo l’ altra faccia della medaglia. Do senso, perché per me ogni evento ne ha uno. Uno per me.

Grazie alla mia capacità di resilienza, ho dato sfogo alla mia capacità di accettare ed accogliere la mia problematica di vista. Ho adottato strategie per vivere in un mondo fatto per chi problemi non ne ha. Mi sono adattata: scritte piccole? Ho una lente per leggere. Non vedo al proiettore? Mi avvicino e leggo. Scritte alla lavagna? Mi alzo e faccio foto… Tutte cose apparentemente poco straordinarie… tuttavia ho dovuto affrontarle, per non cadere nella lamentela: io non ci riesco, non ce la faccio. 

Un guerriero non rinuncia mai a quello che ama !!
non c’è un inizio ed una fine !! solo IL FARE

Ho superato paure di parlare in pubblico, facendo conduzioni di gruppo di laboratori espressivi, così da esercitarmi. Ho pensato che almeno facendo così avrei superato la mia ansia da prestazione. E’ stato difficile perché le prime volte opponevo resistenza. Poi ci ho provato gusto. Ciò che si resiste persiste, io ho lasciato andare.

Sto iniziando a delineare molti sottobiettivi, racchiusi in uno solo: La cura e il rispetto di me. E questo perché in questo modo potrò prendermi cura di chi avrà bisogno di me. E’ bello sentirsi affidabili. E’ bello sentire che l’ altro si fida di te. E’ bello quando mi dicono, sei autentica, sei dotata di autoefficacia, hai migliorato la tua autostima. E’ bello! E’ bello perché potrò accompagnare a questa meta la cliente che si sta affidando a me.

Il viaggio dell’ eroe è fatto di resilienza, di risorse personali. E’ fatto di ostacoli e di strategie per superarli. E’ fatto di consapevolezza, e di umiltà nel dire bene questo funziona e questo no! Il tutto con autoironia, con umiltà. Poiché la vita è un gioco, è una fiaba da raccontare. E’ un percorso da raccontare con il sorriso. Alla fine un premio comparirà. Un premio che ti abbraccerà il cuore: Tu! Solo tu sei il tuo miglior premio.

Io so cosa voglio. E sta accadendo proprio oggi, adesso, in questo momento!

Un cliente, ha bisogno di qualcuno di solido e morbido allo stesso tempo. Ha bisogno di accoglienza, e di compiti a casa. Ha bisogno di allenamento e di lasciare che sia. Un cliente ha tutte le risorse in sé, solo che a volte se lo dimentica.

Per me la vita prende senso dal momento che le dai un motivo per esistere. Sarah

Forse pochi comprenderanno quanto scrivo. Scrivetemi pure i vostri dubbi nei commenti.

Artcounselor, un modo di essere!

4 pensieri su “La chiamavano resilienza

  1. Ciò che scrivi, Sarah cara, lo scrivi sempre in modo molto chiaro e comprensibile, almeno per quanto mi riguarda.
    Ciò che invece vorrei chiederti è: “Andiamo forse incontro ad un futuro in cui tutti saremo tutti degli eroi e quindi sapremo (vorremo?) bastare a noi stessi o quale altro concreto obbiettivo raggiungeremo?”
    Sai, personalmente amo immaginare un futuro (ma forse è utopia?) in cui lo scambio dei ‘talenti’ possa avvenire reciprocamente in base alle capacità/risorse di ognuno… Mah, forse sono un sognatore….cosa ci sarebbe di più bello, però? 🤗

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    1. Gli eroi sono coloro che un giorno decidono di partire per un lungo viaggio. Ognuno di noi può farlo. Ognuno di noi ha dei talenti. C’ è solo la necessità di venirne a conoscenza. Ci vuole coraggio per fronteggiare le sfide. Ci vuole pazienza e perseveranza. Molti eroi resistono. E si sa ciò che resisti persiste. C’ è molto da lavorare, se vuoi lo scambio e l’ autenticità. Autenticità è, tornare a se stessi. E’ questo il Viaggio! Grazie Gianfranco! 😉

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