Identità in costruzione – Scegliere da i suoi frutti

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Coccole in scatola – fatta da me

I motivati, gli appassionati, i volitivi, gli intuitivi, i visionari… Sono coloro che portano avanti grandi cose. Sono coloro che di un’ idea ne fanno un progetto.

Non sempre è semplice portare avanti un progetto. Ci si crea alte aspettative. Si ha paura del come fare, del come organizzare. Si teme l’ insuccesso. Si hanno più scelte da fare. Si presentano vantaggi e svantaggi da valutare.

Ci sono i condizionamenti esterni. “Ma chi te lo fa fa…” “Non sei in grado.” “Non è per questo che hai studiato”. Ti ridono in faccia, confabulano con gli altri che come pecore seguono il sabotatore.

E poi ci sono i condizionamenti interni. “Non ci riesco, ho paura, mi sento inadeguato..!”

Tuttavia i motivati, i volitivi, gli appassionati, sanno che nonostante tutto loro prima o poi emergeranno. Perché sanno che basta lavorarci su. Magari lavorando su se stessi, e anche a costo di farlo tutta la vita. Magari facendosi accompagnare. Magari perché quel bisogno, che sta germogliando per crescere è forte, e ogni tanto bussa, per farsi ascoltare.

Il premio, la gratificazione arriverà: la gioia!

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Già ascoltare. E se ogni tanto ci fermassimo ad ascoltarci, per dirci “io voglio fare questo….” “Come posso fare?”

Questo è il mio blog per cui parlerò di me.

Io per esempio sono una che ogni volta che ha voluto una cosa nonostante la paura, ce l’ ha sempre fatta ad ottenerla. Sia perché c’ è un’ altra cosa che è presente in me: la voglia di sfidarmi e di non darmela vinta… 😉 Lo so che sembra assurda la cosa. Noi, come saprete, siamo composti da più parti e se alcune entrano in conflitto è necessario lasciarle parlare…. Per questo scrivo molto. In questo modo mi ascolto. E sono più obiettiva, rileggendomi a freddo.

Io sono una motivata, che a volte osa, a volte si mette in gioco, che lo fa responsabilmente. Se mi impegno, mi impegno, perché lo voglio veramente. A volte poi sì, mi capita di procrastinare e di ritirarmi… Da entrambe le esperienze io sono sempre in ascolto ed imparo. Sì sempre! 😉

Spesso mi dicono che sono troppo sensibile che me la prendo a cuore. Che potrei rinforzarmi…. Il fatto è che io lo so bene. Ne sono consapevole. Tuttavia so anche che quello che gli altri percepiscono di me, io sono. Purtroppo o per fortuna, io sono un libro aperto…. So bene che è un’ arma a doppio taglio, la fragilità. E d’ altra parte so anche che la fragilità è preziosa. Cosa ne fanno gli altri di queste mie caratteristiche, sono affari loro.

Da parte mia io so che sto lavorando molto su di me. E’ il mio lavoro su questa Terra. Io voglio fare errori (non mi piace lo ammetto, ma servono). Voglio fare esperienza. Anche quando sono tristissima, anche quando le lacrime sono grandi gocce che solcano il mio volto. Anche quando mi sento sola in questo mio duro lavoro, perché non mi sento compresa, o forse dovrei dire non mi sento ascoltata. L’ importante è che questa scintilla che sento dentro non si spenga. Poiché è lei che nei vari periodi della mia vita mi spinge all’ azione. ❤

Forse faccio paura? Io così introspettiva? Forse perché dico tanto?

Non lo so. Io so che quello che gli altri sanno e vedono di me, è perché lo voglio far vedere. A me le recite piacciono a teatro. Di base: io sono.

Alla fine quello che capisco è che io posso e voglio lavorare per me stessa. Il confronto con gli altri è ben accetto, anzi mi piace se sano e costruttivo.

Io sono una che crede e che applica quello che apprende. Per me la teoria ha necessità della pratica. Poiché fare esperienza appaga.

Io sono una che ama il flusso. Sono come dire molto flow… 😉 Quando creo, o mi dedico a delle attività, io mi ci fiondo con tutta me stessa. Il tempo non esiste. Gli altri fanno da cornice ma, non li sento. Sono nel mio mondo. Mi piace un sacco! ❤

Pillole in sintesi:

Ho capito che la fragilità è preziosa e che allo stesso tempo è un’ arma a doppio taglio! Chi la sa ascoltare la comprende. Chi non la vuole in sé boicotta quella altrui. Per tutto il resto c’ è il locus of control.

Si parla molto di Team Building. La mia domanda ora è, quelli che fanno Team Building poi nella vita di tutti i giorni, come si comportano? Costruiscono o distruggono? No perché è un po’ come quando studi materie umanistiche. Non è solo teoria è anche pratica quotidiana, o no?

Io continuo il mio lavoro!

Un bacio! ❤

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