Il vecchio con il cappello

man_bench.0Il vecchio con il cappello è solito entrare in libreria alle 16h30 di ogni giorno. Non perde un giorno, no. Entra piano piano. I suoi passi sono felpati. I suoi gesti sono lenti e automatici. Lui lo sa, quello che vuole. Lui lo sa cosa vuole fare. Vuole prendersi un libro e leggerlo tranquillo sui banchetti morbidi della libreria di Via Nazionale a Roma.

Ed è lì che mentre lui legge la storia del suo libro, io mi immagino la sua di storia.

Un uomo anziano con il cappello che ogni pomeriggio solo soletto entra in libreria verso le 16h30. Non manca un giorno mi sussurra la commessa. Io annuisco, mentre immagino la sua storia. Almeno sta in libreria e con un libro in mano, mi dico. Non da fastidio, se ne sta lì in silenzio, seduto, e legge. Chissà cosa ha scelto. E poi, legge veramente o guarda le figure? Non ha importanza alla fine. Non credo proprio. Anzi. è uscito di casa e vuole starsene immerso nella cultura.

Magari è un vecchio scrittore in pensione. Oppure un’ attore di teatro in modalità solitaria, che pur di non perdere il passo con i copioni, legge e sfoglia libri. Non vuole perdere quel gusto calmastro che i libri ti donano. Sì ho detto proprio calmastro, non salmastro. Perché i libri calmano, i libri sono farmacie dell’ anima che curano i dolori più intensi. O risvegliano le emozioni più autentiche. E poi, beh, sono i migliori compagni, i migliori compagni di viaggio. Loro sanno, loro ti chiamano, loro ti attraggono, poiché hanno un messaggio da donarti.

Il vecchio con il cappello, si muove poco su quel banchetto morbido. Lo guardo, è di spalle, non mi sento di disturbarlo. Vorrei chiedergli tante cose. Vorrei chiedergli: da dove vieni, cosa hai fatto nella vita, ti trovi bene solo? Quasi mi avesse sentito, gira il capo, mi vede, mi guarda, mi sorride, si toglie il cappello. Poi, torna serio, posa il cappello sul banchetto e prosegue la sua lettura.

Mi ha regalato un senso di pace questo vecchietto, i miei amici parlavano, ma io non riuscivo ad ascoltarli attentamente. Pensavo al vecchio con il cappello, alla sua storia, al suo libro. E mi dicevo che forse la sua storia era composta da tutti i brani di libri che ogni pomeriggio sfogliava. Ogni giorno un libro. Ogni giorno un pezzetto di libro. Ogni giorno tante storie. Tante storie che forse formano la sua. Tante storie che come un puzzle formano la sua storia vissuta.

Ogni passo, anche il più piccolo, forma una storia.

Ogni brano anche il più breve, è un passo, un frammento di storie.

La mia storia, oggi si è incrociata con il vecchio con il cappello. Storie che si incrociano nella libreria di via Nazionale, a Roma.

 

 

4 pensieri su “Il vecchio con il cappello

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