What’s the buzz Ted Neeley Superstar?

Oggi, sì io oggi sono felice. Un ‘emozione lunga una vita sta per risorgere dentro me, sì come lui, lui che è risorto, si dice, si narra, lui la Star. Lui J.C. lui La Superstar!!! 😉2

Eh sì mi trovo al Teatro Sistina di Roma, sto per andare a vedere Jesus Christ Superstar, con il mio Gesù Personale, quello verooooo lui, Ted Neeley! ^_^.

Quando i miei amici mi proposero di andarlo a vedere avevo un po’ di pregiudizi in merito, perché io sono affezionata alle musiche, al film del 1973. Sono affezionata al Giuda, al Gesù, alla Maddalena del 1973! Come potevo andare a vedere un rifacimento in Italiano? Nooooo!!! Invece cosa accade? Daniele e Sara, mi dicono di controllare bene che c’ è un tizio famoso che interpreta Gesù. E io come sempre da curiosa quale sono, vado sul web ad informarmi, e chi c’ è? C’ è luiiiiii!!!! 😉 “Dobbiamo subito comprare i biglietti!!!” E in più lo spettacolo si tiene in inglese!!! “Biglietti a meee!!!”

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E oggi, sono qui seduta in Platea alla fila numero 7 del teatro, una fila laterale, ma con tanto di splendida vista sul palco. Luci di vari colori annebbiano e preparano la mia vista allo spettacolo, sono emozionata. La stessa emozione che mi accompagna ogni volta che rivedo e riascolto la colonna sonora o guardo il film.

Il sipario si apre e appare Giuda, un magnifico Giuda direi, con lo stesso timbro vocale dell’ attore del 1973. Il suo timbro vocale e la sua grinta richiamano e rendono omaggio a Carl Anderson. Appare Caifa interpretato da Shel Shapiro, segue Anah con la sua vocetta, mi fa sorridere. Ci sono tutti gli ingredienti a me così familiari:i fiori, i figli dei fiori, l’ aria di ribellione e di cambiamento. Sta per arrivare, lui l’ atteso eh sì dopo 40 anni dall’ uscita del film … Lui Jesus Christ Superstar! La sua voce calda e tremolante simbolo della sua passione, del suo sapere cosa sta per passare, mi entra nel cuore. Sento l’ empatia, sento la catarsi, sento le sue emozioni, le sento tutte come ogni volta che inserisco il dvd. Soffro con lui quando teme la morte e parla con il Padre, il suo, il nostro. Una lacrima scende quando grida aiuto, quando si sente soffocare in mezzo ai lebbrosi, quando sente che gli è stato tolto un luogo sacro: un tempio trasformato in circo, in mercato.

Il mio sguardo si focalizza sulla figura di Pilato, Paul dei Negrita, lo interpreta benissimo. Una voce calda e sincera, che tenta di salvare in corner il Cristo. Una voce che si trova come Gesù in mezzo alla tremenda scelta: vivere o morire. E quando Pilato lo frusta per ben 39 volte, io sento la sofferenza di due uomini: uno che soffre per il dolore fisico, e l’ altro perché ha tra le mani la vita di un uomo. Sento le loro sofferenze che si intrecciano, oh sì e come mi arrivano!

Avrei dovuto percepire il dolore, l’ amore e la sofferenza della Maddalena. Maria Maddalena, interpretata da Simona Molinari. E’ bella, è brava, ha tecnica. Ma non mi è arrivata nessuna emozione. Non sono riuscita a percepirla. La bravura e la tecnica, non sono tutto. Sono fiduciosa, che Simona, migliorerà questo aspetto, ha molta strada ancora da percorrere.

Una parte molto interessante che dopo dolore e sofferenza mi ha sempre divertita anche nel film, è quella di Erode! E qui, tanto di cappello all’ Italia! La grande ingegnosa e creativa Italia. Ebbene Erode che esce da una scatola per giocattoli, circondato da Pulcinella, Pinocchio e altri fantocci, eh sì proprio fantocci. Che ridere, che simpatia!!! Bellissimo!

Sono lì, sono contenta, mi sento una bambina. Sono al massimo, le lacrime rigano il mio viso, perché sono proprio felice. Basta così poco per me, basta un po’ di musica, un palco, un sipario e tanti attori a rendermi serena. E’ meraviglioso!

Il mio cuore si apre e ringrazia i Negrita, la band in toto, che ha reso la musica fantastica. Arrangiamenti vicinissimi agli originali, con un tocco eh sì lo dico, di gran classe! Grazie! E poi va beh lo dico, grazie al mio monocolo 6x (che porto sempre con me, non si sa mai), ho visto che uno di loro è carinissimo!!! Eheheheh!

Ted Neeley ha reso questo spettacolo meraviglioso. E rimasto fedele al personaggio, ha riproposto lo stesso stato d’ animo. Ha riproposto la sua voce ancora forte come 40 anni fa. Un falsetto da paura come si dice a Roma. Sì il mio cuore ha sobbalzato, ce l’ ha fatta anche oggi che ha ben 71 anni!!! Un grande! Un grande anche perché ha concesso ai suoi fan quasi 10 minuti l’ uno. Una cinquantina di persone hanno avuto l’ onore di parlargli, di abbracciarlo, di avere un autografo e qualche foto. La mia amica Martina, ha fatto ben 2 ore e mezza di fila attaccata alla porta del teatro per ricevere un abbraccio da Ted! Ha resistito tutto quel tempo per lui. Ad un certo punto vengono distribuiti numeretti per fare la fila in maniera ordinata. Che organizzazione! E alla fine ecco che entriamo io e lei, è il nostro turno. C’ è molta emozione nei nostri occhi. Soprattutto in quelli umidi di Martina. La sua voce trema, non riesce a parlare. Ted apprezza questa connection. Le tiene le mani la conforta, si tengono per mano, si abbracciano, si ritrovano. Martina è felice, ha occhi brillanti e luminosi, è bello vederla così. E’ bella!

E poi, e poi sì, anche io ho l’ onore di parlargli. Ted mi dice in inglese “Non voglio ignorarti, adesso tocca a te!”. Mi stringe la mano, una mano calda come il pane, “come ti chiami?” Io gli rispondo Sarah, parlo inglese, e riesco a farlo con facilità, con un inglese, fluido, mi sento tranquilla, nonostante le mie emozioni interiori si stiano scontrando. Un sogno che si avvera!!! Lui indovina che il mio nome termina con l’ h. E io sono contenta finalmente non suona strana la mia H! Mi sorride. Mi autografa il biglietto e ci facciamo delle foto. Il suo abbraccio è molto energico. Bellissimo!

Io non lo so se lui sia veramente così, se crede in quello che fa, se è così empatico sempre con tutti (lo so che sempre e tutti non esistono …) ma, voglio credere che sia possibile. Poiché rimanere fedeli ad un personaggio che ti ha reso famoso, avere pazienza con i fan e oltretutto organizzare numeretti, rimanere per 3 ore a fare foto e autografi tutte le sere non è da tutti. Ricordiamoci che sono passati 40 anni, che tanti sono i cambiamenti, che tante mode sono passate. Ma lui no, lui è rimasto con la sua grinta, la sua forza, la sua umanità. E oserei anche dire: i miei omaggi Sir Ted Neeley Superstar!

autografo2

Teatro Sistina – Roma 11 Maggio 2014

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