Ognuno di noi è quello che è e fa di tutto per esserlo. A meno che non decida di cambiare per arrivare a diventare quello che veramente è, bisogna lasciare che la persona faccia la sua esperienza di vita. La vita è esperienza secondo me.
Ognuno di noi ha prime impressioni, primi giudizi, bias. L’ importante è saperli riconoscere ed esserne consapevoli. L’ importante è saperli sospendere al momento giusto.
La critica, il giudizio di per sé sono neutri. Servono, ne abbiamo bisogno per muoverci, per orientarci, per scegliere. Un giudizio su cosa preferisco o su con chi preferisco stare a pranzo è lecito. Bisogna saper criticare, o giudicare. Bisogna saper prendere le misure su come e quando farlo. Forse dire “sei stupido” è poco gentile, mentre dire in questo momento “hai un compportamento un po’ stupido”, fa comprendere che è un comportamento del momento e non di “sempre”. “Sei sempre il solito” infondo cosa vuol dire nello specifico?
All’ università l’ immagine dei colleghi, la prima impressione del professore/docente esistono, inutile negarla, o fare i moralisti e dire “non si fa”. E’ lecita la prima impressione, il primo sentire, come ad un colloquio in azienda. Insomma conta la nostra percezione, a patto che sia costruttiva e non per far del male o spettegolare nel male. Che poi male è un giudizio.
Usare un coltello per tagliare la carne è una cosa, usare questo strumento per colpire qualcuno ha un’ altra funzione. Insomma quando agiamo in un modo, quale è il nostro obiettivo finale?
Io ad esempio sono una persona che entra piano piano e in punta di piedi nelle vite delle persone (Ricevo spesso questo rimando). A me piace così. Mi piace pensare che ho un’ impressione iniziale e che posso cambiarla. Mi piace imparare e conoscere le cose e le persone con calma.
Sono una persona che ama formarsi, informarsi e trasformarsi. In questo modo mi permetto di prendere forma, come posso, con quello che ho, con quello che sono. Libera di rimanere sulla strada che voglio percorrere e libera di poterla cambiare, variare.
A volte il lavoro più importante da fare è quelo su di sé prima che sugli altri. Esplorare noi stessi fa bene anche con l’ aiuto di feedback esterni formali ed informali.
Bisogna fare un passo, magari dichiarare al’ altro la prima impressione, parlarne essendo autentici. La creazione della relazione è delicata come la creazione della fiducia. Comunicare chiaramente e in maniera trasparente è benefico. Essere assertivi, per me è importante: dichiaro i miei bisogni, le mie emozioni, e formulo una richiesta, con empatia in una data situazione che osservo in modo oggettivo, quanto più possibile. Io mi ascolto molto, il corpo sa prima. 😉
Conoscersi è un primo passo a mio avviso, per andare a conoscere. Almeno io la vivo così. I miei modi /o metodi sono diversi, a primo impatto non comprensibili. Io mi ci trovo bene. E se sto bene, va bene.
Nella mia vita ho fatto cose singolari, anomale, particolari, strane, diverse… Perché io sono anche questa. Mi possono dare tante definizioni io rientro in molte… Va bene.
Cercare di compiacere, di assecondare, di piacere non è funzionale, se l’ obiettivo è il benessere. E’ inutile a mio avviso, dire sì a qualcuno se poi dico no a me stessa. Impatto complesso all’ inizio, chi ha la volontà di ascoltarmi per com-prendere è il benvenuto. Pochissimi ascoltano davvero. E spesso è chi sputa sentenze. Chi interrompe se l’ argomento prende una piega che non gli piace, tipo nei dibattiti televisivi e non solo lì.
Accogliere, accettare in maniera incondizionata, è questo il grande lavoro e non solo una frase del counseling. E’ un modo di essere, una pratica quotidiana da allenare. La congruenza, l’ armonia tra l’ interno e l’ esterno è fondamentale. Tutto questo lo ripeto, si allena. Facendo errori, sbagliando, si capisce e si rimedia.
Essere moralisti serve a poco. Ripetere frasi perché è una moda, serve a poco. Bisogna crederci e diventare un po’ “attivisti”, attivarsi!
Così anche io ho delle prime impressioni come molti di noi. Bisogna saperle dichiarare onestamente. Soprattutto quando riguarda qualcuno. Per fare questo bisogna avviare dei processi di relazione e di comunicazione (Empatici, Non Violenti), per quanto più possibile.
Il bello dell’ essere umani, è la capacità di sapere che è importante evolvere, anche se qualche passaggio ci piace poco. La vita è esperienza, è viaggiare a 360 gradi, è andare incontro, rispettando limiti e confini, la prossemica. E’ importante la giusta distanza, “fino a dove mi posso spingere?” Importante è ascoltare, e sentire fino a quando poterlo fare. A volte non riesco ad ascoltare persone che parlano troppo e a lungo, o con tono mono-tono. Da loro mi allontano un po’ dichiarandolo. O ancora coloro che parlano con noi, ma noi non lo sappiamo perché concentrati su altro, bisogna chiamarla la persona a mio avviso per segnalare l’ intenzione al dialogo. L’ ascolto soprattutto a ttivo non è da dare per scontato, va coltivato.
La diversità è una sfida, per questo è complesso includerla. Come me, io sono difficile da catalogare. Scivolo di qua e di là, come uno scoiattolo. Vi piace questa immagine?
Svolgo il mio lavoro in maniera differente, non standardizzata.
Il mio supporto in azienda è variegato (Operativo, Amministrativo, di Prodottto, Emotivo, Facilitante).
L’ ArtCounseling è poco conosciuto e capito in Italia, a volte fatico a spiegare cosa faccio.
Ho una disabilità visivo sensoriale, vedo, non vedo, vedo oltre!
Sono cinestetica (uso metafore, fatti concreti, l’ immaginazione, il tatto, il sentire, ho bisogno di dare senso, sono intuitiva, creativa,, e con me si interagisce bene, in maniera efficace, dando una forma alle cose).
Insomma quelli che dicono che non si giudica sono i primi. Attenzione quindi. Infatti io spesso dico, sospendiamo il giudizio, un motivo c’è.
Bisogna avere coraggio per diventare chi realmente siamo, tra ostacoli e strade interrotte.
Magari potrei essere l’ obiettivo sfidante di qualcuno, chissà?
Scrivere fa bene, aiuta a canalizzare a digerire, a metabolizzare, a fare uscire…
Che ne pensate?
“Quando mi accetto così come sono, allora posso cambiare”
Carl Rogers
Sarah.
Impressione, levar del sole – Impression, soleil levant – Claude Monet
