Scelgo di giocare

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Scegliere. Cosa è per me scegliere? Gli anglosassoni direbbero: Ottima domanda… Io dico non è semplice per me.

Sia che si tratti di persone, sia che si tratti, come oggi, di scegliere materiali e supporti sui quali cimentarsi nella produzione di un elaborato.

I supporti, soprattutto in un setting di ArtCounseling sono fondamentali. Chi sceglie ancora non sa perché sceglie proprio quel cartoncino, quel foglio, quella tela. E allora è bene che nella scelta ci sia l’ introduzione del sentire. E’ fondamentale che ci sia l’ ascolto del corpo. L’ ascolto delle emozioni e l’ ascolto dei pensieri.

I sensi tutti si uniscono in quel momento. Soprattutto il tatto e la vista si espongono in maniera maggiore. L’ odore dei materiali. Il rumore, il fruscio dei foglio, poi può generare fastidio o piacevole compagnia.

Emozioni - Carta ruvida. Pastelli a cera
Emozioni – Carta ruvida. Pastelli a cera

Tornando a me, che quando ci sono troppe cose, ho difficoltà a scegliere, ho detto stop, mi calmo, mi ascolto e poi scelgo. E’ stato piacevole fermarsi. Non è un fermarsi passivo, è un fermarsi per dare spazio all’ ascolto, all’ ascolto di sé.

Non smetterò mai di dirlo e di ripetere. Qualora si desiderasse diventare agevolatori della relazione d’ aiuto, è di fondamentale importanza ascoltare se stessi. Il primo vero cliente siamo noi!

Ho esplorato un po’ i materiali, non ancora abbastanza. Tuttavia come si suo dire, un passo alla volta e le cose poi arrivano se fatte, con consapevolezza e con pazienza!

L’ esplorazione dei lavori e degli elaborati è stata fatta a mo’ di simulazioni. Si sono formate a caso delle coppie: un counselor e un cliente. Mi sono permessa, di mettermi in gioco e di simulare la counselor. Mettersi in gioco è di fondamentale importanza per me. Mi consente di capire che in fondo i limiti e le percezioni di me, sono falsate. e che spesso le cose invece mi riescono, e pure bene!

Nonostante il timore interno, l’ ansia di prestazione della prima volta (da counselor), il Gruppo e le docenti mi hanno dato un ottimo feedback fenomenologico. Ne sono felicissima. Mi è stato riconosciuto l’ ascolto empatico, la presenza, la giusta riformulazione. Buone intuizioni. Buona postura, e voce. Non trasmettevo la mia paura, anzi trasmettevo calma. Sono riuscita a fare domande inerenti. Insomma un buon rimando per la mia prima volta. So bene che a volte anticipo le risposte altrui… ci lavorerò su… Intanto mi godo questo successo! E il fatto che sono stata brava! 😉

Scegliere non è semplice… Allora sai che faccio? Metto le mani in pasta e gioco!

Mettersi in gioco è più divertente! 🙂

Dal particolare all’ unione… 😉

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