Se vuoi ti accompagno io!

accompagnementChi non ha peccato, scagli la prima pietra. Chi non ha pregiudizi, faccia un passo avanti. Chi si sente la ragione, si sieda e aspetti che passi.

Allora sono un po’ e nuovamente arrabbiata. La prenderò troppo sul personale? Sarò eccessivamente sulla difensisva? Sì ok, è vero, va bene, me ne scuso. Permettetemi però di dire la mia, e non so però se poi taccerò per sempre.

NON NE POSSO PIU!!!!!!

Una guerra, una battaglia per ogni cosa. Opinioni, critiche, voglia di vincere a tutti i costi, competizioni che non stanno ne’ in cielo ne’ in terra, figuriamoci dentro di noi. Io dico BASTA! Se poi chiudo le mie porte e me ne vado, non me ne fate una colpa! Io ho solo scelto, sono pienamente nelle mie facoltà, sono completamente responsabile, e consapevole di quanto scrivo. Io ci credo, è la mia motivazione che mi spinge, è la mia visione che chiama. Tra 2 mesi avrò 40 lucine che brilleranno per me, io anche vorrò brillare della mia luce propria. Chi sa di avere una buona interiorità può pensare di scrivere quanto segue. Presunzione? Non lo so, forse spirito critico, e rottura di balle di fieno de ‘sta guerra continua, tra le opinioni.

Io Sarah, voglio aiutare il prossimo. Religione? No! Io sono nata con questo desiderio sin da piccola. Sin da piccola sapevo che lo avrei fatto. Anzi lo facevo. Solo che non trovavo il metodo per farlo costruttivamente. Perché come sempre io le risorse ce le ho, ma non so come usarle. Come sempre io le idee ce le ho, ma non so come ordinarle, non so come applicarle ai contesti. Non so come incasellare. Per cui il tutto, i mei sforzi sono andati vani. Non tutti, ma quasi.

Oggi che dopo 6 anni, le cose si sono chiarite e che forse io mi sono chiarita, ho capito cosa voglio. Dopo vari pensieri, ed insicurezze ho scelto.

  1. La maestra, non l’ ho fatta, studi vari, graduatorie, difficoltà … Mi è passata la fantasia, a me poi che, quella non mi manca!
  2. L’ infermiera, lo stesso, un corso infinito, materie che non mi piacevano tanto … mi è passata la voglia.
  3. La psicologa, troppi anni di studio, troppe materie che non mi piacevano veramente …

Io amo aiutare l’ Altro e di conseguenza ho bisogno di essere stimolata ed interessata nello studio, non di imparare come un picchio, a memoria. Io voglio, sperimentare, fare e capire. #Valeovunque!

E quindi cosa è accaduto, ho capito che voglio intraprendere un percorso, che mi interessa, che mi piace, che so che mi condurrà nella direzione giusta, perché si tratterà di studiare, fare, sperimentare, un mondo che amo e che solo da 6 anni ho appreso a conoscere. Ero diffidente sì, prima sì. Lo ammetto. E tutto qui sta il punto: lo ho ammesso, non ho attaccato, sono stata scettica, e la mia bravura è stata nello sperimentare e cercare di capire perché lo fossi. Prima di additare qualcuno o qualcosa, proviamo a capire cosa succede dentro di noi. Bene, avevo paura di andare oltre, di scavare nella mia interiorità, quella vera, quella autentica e profonda.

Le professioni che riguardano l’ aiuto alla persona, sono professioni che vanno toccate con con cautela, con attenzione. Se prima non risolviamo le problematiche e le dinamiche che risiedono in noi stessi, come possiamo pensare di aiutare e risolvere le “paure” altrui?

Che la paura sia presente può essere un bene provvisorio. In seguito poi,  va capita. Va accolta.

La mia motivazione è più forte della mia paura e so che quello che voglio fare è impegnarmi per diventare Counselor. Psicologi, psichiatri, psicoterapeuti … possono gridare e dire quello che vogliono. Io mi sento maggiormente portata, verso il benessere creativo, verso l’ aiuto con l’ ausilio del gioco, della danza, delle arti espressive. Io scelgo di essere guidata da queste metodologie. Non sto togliendo niente a nessuno. Forse, invece sto solo aggiungendo valore a me stessa e di conseguenza a chi vorrà essere accompagnato da me. Io uso accompagnare perché la parola cura non mi piace molto. E poi i francesi parlano di accompagnement, e a me piace da impazzire.

Tutto qui. Non c’ è un migliore, un peggiore. C’ è solo un punto di vista diverso sull’ individuare i disagi. Paziente o cliente che sia, non cambia niente. Il punto in comune è solo, far ritrovare a quella persona, la via che, riteneva aver perso!

Che il paziente/cliente abbia l’ opportunità di scegliere da chi farsi accompagnare. E che l’ operatore sia abbastanza onesto intellettualmente, da dire al richiedente:
“Tu hai bisogno di questa o quest altra figura, per aiutarti a scalare la montagna che ora vedi come tale!”

Sarah

3 pensieri su “Se vuoi ti accompagno io!

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