Fiabeggiando nel bosco…

Ho concluso il percorso base in modalità FAD di Scriviamo una fiaba? Ancora qualche ritocco e poi inizia per me un progetto Annuale nelle varie stanze delle fiabe. Per ampliare le mie competenze sulla scrittura e su di me. Per avere un obiettivo, una progettualità, che farà da cornice alla mia quotidianità. Finisco ed inizio con la mia fiaba: Sibilla e l’ albero – Un sogno. In ognuno di noi ce n’ è una. Anzi no, ce n’ è una raccolta! ❤ Dai voce alla tua! #Fiabeincostruzione Da ArtCounselor come da Sarah, sono felice anche di questo percorso! ❤

Ringrazio di cuore Mariarosa Ventura, che da quando l’ ho incontrata sul mio cammino, ha saputo e sa, riportarmi nel mondo incantato delle fiabe. Mi è stata vicina e ancora lo sarà. E’ una persona, una formatrice molto attenta, ironica e di cuore, che tiene ai suoi piccoli scrittori e viaggiatori in erba. Mi ha dato e mi dà, molti spunti e molti stimoli. Sto trovando anzi, ri-scoprendo il mio stile. La mia scrittura sta per definirsi. Direi finalmente!

Grazie!!!

Sibilla e l’ albero – Un sogno

Sibilla, una bambina di 7 anni, si sentiva triste quella sera, si addormentò esprimendo un desiderio, aveva bisogno di un amico vero.

E piano piano, fece un sogno, un sogno molto particolare.

In un bosco lontano lontano, giaceva un albero. Un albero, buono, grande, con tante foglie verdi, rami larghi e così tanti frutti che poteva sfamare un bel po’ di gente. In questo bosco spesso ci passeggiavano molte coppie, mamme con i figli e persone sole. Era un bosco accogliente e amorevole, un bosco molto diverso da tanti altri.

Però, l’albero osservando intorno a sé, si chiese cosa era successo. Un silenzio strano quasi assordante, aveva invaso il suo territorio. Un territorio sempre vivace, allegro e pieno di bambini. Lui amava i bambini.

Questa troppa quiete non gli piaceva, lo faceva sentire triste e solo, doveva agire. Così prese le sue radici e iniziò il suo viaggio. Avrebbe riportato i bambini a giocare nel bosco, per non sentirsi più solo. La serenità sarebbe tornata.

Camminando nel bosco alla ricerca dei bambini, l’albero incontrò molti personaggi particolari. Vide per esempio, un tacco, un tappo e una penna, intingere nel latte e caffè, un biscotto alla marmellata. Poi girò gli occhi e vide una scarpa spruzzare dello zucchero su una piccola roccia vicino al fiume. Tutte cose strane da vedere, si disse l’albero. D’altra parte comunque, anche lui stava camminando, aggiunse.

Ma cosa era successo a quel posto?

Sibilla continuava a sognare e mentre dormiva la sua bocca si mise a sorridere.

Così ad un tratto l’albero guardò il cielo. Vide due occhi, due occhi castani, una bocca a mezza luna, un nasino all’ insù. Una bambina, pensò tra sé e sé.

L’ albero e Sibilla entrarono in contatto, grazie ai loro occhi.

Lui le chiese:

  • Cosa è successo a questo posto bambina? E gli altri dove sono?

Sibilla lo guardò interdetta, un albero che parla?

  • Beh certo, qui tutto è possibile.

Sibilla decise di scendere dal cielo e sedersi sui rami dell’albero. E gli disse:

  • Questo è il mio sogno, posso aiutarti a trovare gli altri se vuoi?

L’ albero acconsentì. Si misero insieme a cercare. Fecero lunghe passeggiate. Si raccontarono le loro vite. E scoprirono che entrambe avevano lo stesso desiderio: Avere un amico vero.

Un’ energia molto magica si sviluppò tra di loro. Sibilla continuava a modificare il suo sogno. Gli oggetti e le cose si comportavano in modo strano, per rendere il momento più divertente. Fecero merenda con tappo, penna e tacco. Quante risate!

Ecco perché i bambini erano spariti. C’era troppa tristezza in quel posto. Sibilla e albero sentirono delle voci. I bambini, erano tornati!

  • Grazie Sibilla.
  • Grazie a te albero. Ora posso continuare a dormire serena. Ho trovato un amico vero.
  • Anche io Sibilla, ho trovato un’amica vera. Ricordati di me quando ti sveglierai allora. Gli alberi sono buoni amici e sanno dare molti frutti.

La serenità tornò nel bosco e anche nella vita di Sibilla. Amava gli alberi e ogni tanto li abbracciava. La tristezza aveva lasciato il posto alla serenità. Sibilla lo sapeva perché un albero le aveva sorriso. E se un albero sorride la natura si risveglia.

Hey! Cosa ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.